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Azione di regresso a seguito di dichiarazione giudiziale di paternità
Il genitore, che abbia assunto l'onere esclusivo del mantenimento del figlio, ha diritto di regresso nei confronti dell'altro genitore per la corrispondente quota nella misura degli esborsi sostenuti anche in via presuntiva.
Trib. Firenze, 23 dicembre 2020

L'obbligazione di mantenimento del figlio riconosciuto da entrambi i genitori, per effetto della sentenza dichiarativa della filiazione naturale, collegandosi allo "status" genitoriale, sorge con decorrenza dalla nascita del figlio; dunque, il genitore che, nel frattempo abbia assunto l'onere esclusivo del mantenimento del minore anche per la porzione di pertinenza dell'altro genitore, ha diritto di regresso per la corrispondente quota, sulla scorta delle regole dettate dagliartt. 148 e 261 del cod. civ., da interpretarsi però alla luce del regime delle obbligazioni solidali stabilitonell'art. 1299 cod. civ..


Il "quantum" dovuto in restituzione nel periodo di mantenimento esclusivo, tuttavia, non può essere determinato sulla base dell'importo stabilito per il futuro nella pronuncia relativa al riconoscimento del figlio naturale, via via devalutato; l'ammontare dovuto va valutato, da un lato, in relazione agli esborsi presumibilmente sostenuti in concreto dal genitore che ha per intero sostenuto la spesa e, dall'altro, considerando il complesso delle esigenze effettivamente soddisfatte o notoriamente da soddisfare nel periodo in considerazione nonché le sostanze e dei redditi di ciascun genitore quali all'epoca goduti ed evidenziati, eventualmente in via presuntiva (cfr. Cass. 22506\10).

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI FIRENZE

Il Tribunale, riunito in camera di consiglio e composto dai seguenti magistrati:

dott. Daniela Garufi - Presidente

dott. Lucia Schiaretti - Giudice rel est.

Dott. Ilaria Benincasa - Giudice

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 6018/2018 promossa da:

M.G. (C.F. (...)), con il patrocinio dell'avv. PAGLIARANI ELISA, elettivamente domiciliato in C/O AVV. LAURA CORSARO VIA GIAMBOLOGNA N.37 50132 FIRENZE ITALIA;

PARTE ATTRICE

contro

G.N. (C.F. (...)),

PARTE CONVENUTA CONTUMACE

Avente ad oggetto: richiesta mantenimento e risarcimento danni a seguito di accertamento di paternità.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione


Con sentenza Tribunale di Firenze del 31 marzo 2020, nella contumacia del convenuto, veniva dichiarato che L.G., nato a R. il (...), è figlio di G.N., nato a P. il (...).

La causa veniva rimessa sul ruolo per l'ulteriore corso.

Quanto ai fatti, la ricorrente allegava che: pur essendo padre anche della piccola N., G.N. spariva senza dare più notizie di sé già prima della nascita del figlio L.; a seguito della denuncia di scomparsa, i CC della Stazione di Saludecio effettuavano accertamenti e, nel verbale di cui al doc. 16 di parte ricorrente, davano atto di aver trovato il N. in R., via A. 14 e che il medesimo aveva dichiarato di star bene e di non voler dare notizie di sé alla ex compagna; Ella, dunque, si era vista costretta ad intentare un procedimento di volontaria giurisdizione nei confronti del N. per il mantenimento della figlia N. e l'attuale procedimento per il riconoscimento, l'affidamento e la richiesta di mantenimento di L.; chiedeva, dunque, l'affido esclusivo del figlio L., un contributo di mantenimento per il figlio, il risarcimento del danno endofamiliare; esercitava altresì l'azione di regresso per il mantenimento del figlio, mantenuto esclusivamente da lei sin dalla nascita.

Nessuna richiesta istruttoria veniva effettuata nel corso del giudizio e, all'udienza del 17 settembre 2020, la causa veniva trattenuta in decisione.

Venendo a decidere la causa, il Tribunale osserva quanto segue.

Deve, innanzitutto, emendarsi un'omissione del Tribunale che, nel riconoscere che L.G. è figlio di G.N., nulla disponeva sul cognome del medesimo.

Il Tribunale prende atto che, successivamente al deposito della sentenza di riconoscimento, in data 3 settembre 2020, la parte attrice proponeva richiesta in tal senso alla Procura della Repubblica di Rimini; ritiene, tuttavia, di essere competente per la decisione in oggetto, in quanto il Tribunale di Firenze è stato adito per primo e la pronuncia sul cognome del minore, exart. 262 c.c., è accessoria alla pronuncia sul riconoscimento.

Ciò premesso, ritiene il Collegio di attribuire al minore L. il cognome del padre "N.", sostituendolo a quello della madre "G."; ritiene, infatti, che ciò rappresenti l'interesse del minore, in considerazione del fatto che anche la sorella maggiore N. porta il cognome del padre.

Quanto alla domanda di affidamento esclusivo alla madre del minore L., la stessa deve essere accolta.

Ed infatti, dal doc. 16 sopra citato, ovvero dalla relazione dei CC della stazione di Saludecio risulta che il padre G.N. ha dichiarato di non voler dare notizie di sé alla madre di suo figlio. Il N., peraltro, se pure regolarmente citato, non ha ritenuto di comparire all'udienza né di costituirsi, non si è reso disponibile ad effettuare il prelievo per il test genetico di paternità (cfr. dichiarazione del ctu dott. Ricci) e non risulta aver mai provveduto né moralmente né materialmente alla crescita del figlio.

Tali elementi inducono, dunque, il Tribunale a derogare alla generale disciplina dell'affido condiviso e a prevedere l'affido esclusivo c.d. rafforzato di L. in favore della madre M.G..

Il padre, che non ha mai visto il figlio dalla nascita, laddove desideri incontrarlo, dovrà fare richiesta ai Servizi sociali del territorio per l'attivazione di incontri protetti.

Quanto alla richiesta di mantenimento del minore L. da parte del padre, la ricorrente ha documentato che il N. è titolare di immobili ma non vi è in atti documentazione relativa ai redditi dello stesso; considerata l'età di L. (tre anni) e la circostanza che il mantenimento diretto del minore è totalmente a carico della madre, il Tribunale ritiene di determinare in Euro 300,00 mensili la somma dovuta da G.N. a titolo di mantenimento di L.; tale somma, dovuta dal 5 maggio 2018 (data di deposito del presente ricorso) è suscettibile di rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT, a decorrere da un anno dal deposito del presente provvedimento.

Quanto alle spese straordinarie, da individuarsi secondo il Protocollo del Tribunale di Firenze, le stesse saranno sostenute nella misura del 50% da entrambi i genitori.

Per quanto concerne la domanda di regresso nei confronti di N.G. per quanto speso per il mantenimento del figlio dalla nascita, il 15 gennaio 2017, fino al 5 maggio 2018 si rileva che l'obbligazione di mantenimento del figlio riconosciuto da entrambi i genitori, per effetto della sentenza dichiarativa della filiazione naturale, collegandosi allo "status" genitoriale, sorge con decorrenza dalla nascita del figlio; dunque, il genitore che, nel frattempo abbia assunto l'onere esclusivo del mantenimento del minore anche per la porzione di pertinenza dell'altro genitore, ha diritto di regresso per la corrispondente quota, sulla scorta delle regole dettate dagliartt. 148 e 261 del cod. civ., da interpretarsi però alla luce del regime delle obbligazioni solidali stabilitonell'art. 1299 cod. civ..

Il "quantum" dovuto in restituzione nel periodo di mantenimento esclusivo, tuttavia, non può essere determinato sulla base dell'importo stabilito per il futuro nella pronuncia relativa al riconoscimento del figlio naturale, via via devalutato; l'ammontare dovuto va valutato, da un lato, in relazione agli esborsi presumibilmente sostenuti in concreto dal genitore che ha per intero sostenuto la spesa e, dall'altro, considerando il complesso delle esigenze effettivamente soddisfatte o notoriamente da soddisfare nel periodo in considerazione nonché le sostanze e dei redditi di ciascun genitore quali all'epoca goduti ed evidenziati, eventualmente in via presuntiva (cfr. Cass. 22506\10).

Orbene, nel caso di specie, la parte attrice nulla ha allegato in ordine al costo del figlio nel primo anno di vita, ai propri redditi e a quelli del padre del bambino. Il Tribunale, dunque, considerate le esigenze di un minore dalla nascita ai sedici mesi, determina in Euro 250,00 mensili l'importo che il N. dovrà corrispondere in regresso a M.G. per aver mantenuto il figlio integralmente dalla nascita al deposito del ricorso.

La richiesta di disporre che il N. presti, a titolo di mantenimento del figlio, autonoma garanzia personale, deve essere rigettata.L'art. 156 c.c., infatti, consente di prevedere una garanzia laddove vi sia pericolo che il padre si sottragga all'obbligo stabilito dal giudice con il proprio provvedimento. Allo stato, tuttavia, non sono stati dedotti elementi che inducano a ritenere che, una volta emessa la sentenza, il N. non adempirà ai propri obblighi o, in alternativa, atti di disposizione del proprio patrimonio da parte del medesimo volti a ridurre la propria garanzia patrimoniale.

Inammissibile è, invece, la domanda di risarcimento del danno endofamiliare. Ed infatti, M.G., che agisce in proprio e non in nome del figlio, non è legittimata ad agire per ottenere il risarcimento di un danno che, laddove riconosciuto, riguarderebbe il figlio minore.

La prova per testi chiesta nelle conclusioni non può essere ammessa perché non sono dedotti capitoli ma solo indicati dei testi.

Quanto alle spese processuali, con la sentenza parziale che ha accertato la paternità naturale sono già state liquidate le spese per tale domanda. Quanto a quelle decise con la presente sentenza, in considerazione del parziale accoglimento delle domande di parte attrice, le spese del presente giudizio devono ritenersi irripetibili.



P.Q.M.


Il Tribunale di Firenze, definitivamente pronunciando, nella contumacia di N.G., ogni diversa istanza, eccezione e difesa disattesa e respinta, così provvede:

1) dispone che L.G. sostituisca il proprio cognome con quello del padre, ovvero N.; ordina all'Ufficiale di Stato civile del Comune di Rimini di procedere all'annotazione del presente provvedimento nell'atto di nascita del minore;

2) affida L.G. in via esclusiva rafforzata a M.G.; la madre potrà assumere autonomamente tutte le decisioni che concernono il minore, dalla scelta della scuola ad eventuali scelte di natura medica, alla residenza abituale del minore.

3) dispone che G.N. versi a M.G., entro il giorno 5 del mese, a titolo di mantenimento del figlio, la somma mensile di Euro 300,00; la somma è suscettibile di rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT; con decorrenza dal 5 maggio 2018, data di introduzione della domanda;

4) entrambi i genitori concorreranno al pagamento del 50% delle spese straordinarie del figlio L., individuate secondo il Protocollo del Tribunale di Firenze; il genitore che le ha sostenute per intero dovrà essere rimborsato dall'altro genitore;

5) rigetta la domanda di garanzia personale;

6) Condanna G.N. a pagare a M.G., a titolo di regresso per il mantenimento del figlio L. dal 17 gennaio 2017 al 5 maggio 2018, la somma di Euro 250,00 mensili;

7) Dichiara inammissibile la domanda di risarcimento del danno endofamiliare;

8) Dichiara irripetibili le spese del presente giudizio.

Manda alla cancelleria di trasmettere la presente sentenza alla Procura della Repubblica di Rimini per quanto concerne il ricorso exart. 262 c.c..

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del 3 dicembre 2020.

Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2020.